La ghinea di giugno

La terza Ghinea, che è anche la prima estiva, ci è uscita spontaneamente latina: si parla di Spagna (male e malissimo), di Argentina (bene), di Messico e di Cile. C'è tanta musica (addirittura una playlist!) e come sempre ti proponiamo una poetessa. Se sei in vacanza e ti pizzicano le dita, c'è un concorso letterario a cui potresti partecipare. Se non vuoi scrivere, ci sono molti racconti da ascoltare, tra cui la nuova stagione di un podcast amico o la neonata antologia estiva di inutile. C'è di che arrabbiarsi, di che innamorarsi e di che passare il tempo: il nostro pacchetto è qua sotto, scegli tu come scartarlo. Buona lettura!

Da settimane fa discutere la sentenza spagnola su uno stupro di gruppo, comunemente noto come La Manada. Questo thread su Twitter offre un buon riassunto di come per tutto il processo sia sia badato a tutelare più i cinque stupratori che la ragazza che hanno violentato, fatto che ha scatenato proteste di piazza molto partecipate. La novità è che la banda al gran completo è appena uscita dal carcere dietro pagamento di una cauzione di 6.000 euro perché il giudice ritiene impensabile che possa tornare a usare violenza. Uno schiaffo che i gruppi femministi di Siviglia non hanno accettato e a cui hanno risposto con una campagna di volantinaggio e boicottaggio basata sulla solidarietà nei confronti della vittima e sull'esclusione dei cinque uomini dagli spazi pubblici. Il solo fiato sul collo che abbiano sentito questi stupratori, che sin dall'inizio di questa storia vivono in un clima di tutela e impunità che ha già incoraggiato l'emulazione.


È difficile elencare in quanti modi l’idolatria generalizzata e la commercializzazione totale di Frida Kahlo siano elementi problematici, ma il fatto che addirittura Theresa May ne indossi il volto in una serie di ritratti a farle da bracciale ci dà un’idea di quanto la sua immagine sia stata appropriata. Questo articolo solleva molti degli aspetti fondamentali per comprendere la dannosa operazione di whitewashing (ovvero l'atto di assimilare alla cultura bianca occidentale dominante ogni alterità), imborghesimento e appiattimento di un’icona Latinx (variante linguistica inclusiva ma ancora molto dibattuta) che odiava la Gringolandia che il mondo è diventato.


Se immetti sui motori di ricerca le parole "La Huelva fragole" troverai diversi articoli che celebrano le varietà, la succosità e il gusto della frutta, ma nient'altro. Per questo ringraziamo il blog La piega che si è preso la briga di tradurre un articolo durissimo sullo sfruttamento delle donne marocchine nei campi di raccolta, sfruttamento che riunisce e interseca razzismo, sessismo e postcolonialismo. Oltre a descrivere le condizioni delle lavoratrici, l'articolo chiede un maggior coinvolgimento delle femministe bianche in questa lotta e invoca più interesse da parte di chi si occupa di diritti umani. E a proposito di donne migranti, ti abbiamo già raccontato nel primo numero di Ghinea come siano più vulnerabili alla violenza di genere perché in possesso di meno strumenti per farsi valere, e più facilmente soggette al ricatto. Questo pezzoribadisce il concetto, ed è un ottimo spunto di riflessione sulla correlazione tra irregolarità e probabilità di subire violenze - e su come possiamo mettere tutti e tutte al sicuro da questi pericoli.

Giunge alla quinta edizione il concorso letterario Il colore delle donne promosso dalla casa editrice Ananke. Come ogni anno si propone di investigare e decostruire gli stereotipi legati al genere femminile, questa volta dando spazio a figure esemplari che possano servire da ispirazione. C'è tempo fino al 10 agosto per sottoporre il proprio manoscritto, buona fortuna!

Soltanto un anno fa Alexandria Ocasio-Cortez lavorava come barista. Oggi vince le primarie dem a New York per le elezioni di midterm contro Joe Crowley, senza dubbio il candidato su cui il partito contava e quello con la campagna elettorale più aggressiva e maggiormente finanziata. Ma Alexandria non ne ha avuto paura e ha bussato una porta dopo l'altra proponendo un programma basato sull'abolizione dell'ICE (ti ricordi dell'ICE? Ne abbiamo parlato qui), su scuola e sanità alla portata di tutti e su una profonda riforma del sistema giudiziario, di cui denuncia il razzismo sistemico. Presentandosi come la candidata dalla parte della working class, di cui del resto faceva parte fino a non troppo fa, Alexandria è riuscita a fare breccia nell'elettorato e a sbaragliare il suo avversario. La sua è una vittoria storica che evidenzia una volta di più il distacco del partito dalla base e la necessità di puntare su figure come lei, radicali e unapologetic come lei stessa ama definirsi.

Safari Mbadiwe, per The Baffler, fa il punto sulla storia controversa di Thinx, la compagnia americana di lingerie mestruale celebre per il marketing aggressivo (ha ricoperto la metropolitana di New York con immagini di frutta piuttosto allusiva) e la presunta vocazione femminista (preferisce parlare di “persone che sanguinano”, piuttosto che di “donne”). Cosebelle ne aveva già parlato in tempi non sospetti, prima che scoppiasse lo scandalo legato alle accuse di molestie e mobbing rivolte alla "SH-EO" del marchio, Miki Agrawal, e alla scoperta delle politiche aziendali ultra restrittive nei confronti di periodi di maternità e assicurazioni sanitarie. Ora che la direzione è cambiata, scrive Mbadiwe, come riuscirà Thinx a uscire dalla “crisi di responsabilità sociale” in cui si immischiata cercando di monetizzare l’etica femminista senza voler intaccare il proprio margine competitivo?

L’Argentina ha approvato, alla camera bassa del parlamento, il disegno di legge che permetterebbe la depenalizzazione dell’aborto, garantendone di fatto l’accesso legale, gratuito e sicuro per tutte (la legislazione attuale permette di abortire solo in caso di stupro e poche altre eccezioni). Una galleria di fotografiecelebra la notte del 14 giugno, in cui i manifestanti di entrambi gli schieramenti (Pro aborto legal e Pro vida) hanno occupato Plaza del Congreso. Se capisci lo spagnolo, questo video spiega la logistica dietro i pañuelos verdes, i fazzoletti simbolo della lotta, simbolici nipotini dei pañuelos blancos delle Madres de Plaza de Mayo.


Il 2 giugno è ritornato Senza rossetto, il podcast di racconti curato da Giulia Cuter e Giulia Perona (prodotto da Querty e, full disclosure, dal fondatore di inutile Matteo Scandolin). Dopo le prime due stagioni incentrate sulle parole chiave che la società usa per descrivere le donne, il loro lavoro e la loro storia, la terza stagione vuole riflettere su che cosa significhi crescere una nuova generazione femminista. Finora abbiamo ascoltato Bianca Pitzorno raccontare il corpo e la mente che cambiano con l'adolescenza, Carolina Capria riflettere sulla violenza delle attenzioni non richieste, Giulia Gianni descrivere il desiderio sessuale e modi in cui si manifesta (e come siamo state abituate a zittirlo). Non vediamo l’ora di ascoltare le ultime due puntate!  

Tra le piccole difficoltà che si sommano per rendere l’estate ancora più dura, c’è l’inesistenza (o l’inadeguatezza) delle tasche negli abiti “per signora”. Come twitta Lauren Duca, la nostra “uniforme da supereroina femminista è un vestito con le tasche”. La storia delle tasche è una questione politica più che una curiosità di costume: “l’abito maschile è progettato per essere funzionale, l’abito femminile mira alla bellezza”. Georgia O’Keeffe ne era ben cosciente, e la sua attività sartoriale merita altrettanta attenzione quanto la sua carriera artistica. Su questa nota: un vecchio episodio del podcast "The Heart”, My Natural Pocket


Liz Pelly si è creata un nuovo account Spotify per valutare l'equilibrio di genere nelle playlist più popolari del servizio: Today’s Top Hits, New Music Friday, Rock This, Rap Caviar, Hot Country, ¡Viva Latino! e altre. Dopo mesi di analisi dei tabulati dei suoi ascolti, Pelly ha scoperto che le playlist più in vista mostrano una predominante presenza di artisti maschili, una polarizzazione in seguito ulteriormente accentuata dal sistema della raccomandazione algoritmica. Discover, Weakly è anche il titolo di una serie mensile di playlist create da Jessica Hopper, composte solo da artiste donne, trans, queer e non-binary. 

Un profilo in memoria di Chichita Calvino.

Liz Pelly si è creata un nuovo account Spotify per valutare l'equilibrio di genere nelle playlist più popolari del servizio: Today’s Top Hits, New Music Friday, Rock This, Rap Caviar, Hot Country, ¡Viva Latino! e altre. Dopo mesi di analisi dei tabulati dei suoi ascolti, Pelly ha scoperto che le playlist più in vista mostrano una predominante presenza di artisti maschili, una polarizzazione in seguito ulteriormente accentuata dal sistema della raccomandazione algoritmica. Discover, Weakly è anche il titolo di una serie mensile di playlist create da Jessica Hopper, composte solo da artiste donne, trans, queer e non-binary. 

Un profilo in memoria di Chichita Calvino.


CHE COSA LEGGEREMO QUEST'ESTATE

La nuova raccolta di racconti You Think It, I'll Say It di Curtis Sittenfeld. Per un bignami della produzione di Sittenfeld, consigliamo i racconti letti ad alta voce per il podcast del New YorkerThe Prairie WifeGender Studies e Show Don't Tell. In italiano sono stati tradotti i romanzi Prep Come sposare un milionario (non farti ingannare dal titolo, si tratta di un aggiornamento di Orgoglio e Pregiudizio). 

Il nuovo saggio di Silvia Federici, Reincantare il mondo. Femminismo e politiche dei commons, è fresco di stampa e riposa già sullo scaffale, pronto per essere divorato. Ecco l'autrice mentre lo presenta alla Mediateca Gateway di Bologna.

Old but gold: l'oggetto poetico Nox, creazione della classicista e poetessa Anne Carson, è una preziosa elaborazione del lutto tra poesia, immagine, oralità costretta sulla pagina e raffinata intertestualità. La scatola in cui si presenta racchiude ciò che è assente, e all'apertura sprigiona il suo potere salvifico.


FATTO DA INUTILE
Gloria ha finalmente letto la tetralogia di Elena Ferrante, e subito dopo un bel libro che ne analizza tutta l'opera partendo da alcune parole chiave. L'autrice è Tiziana De Rogatis, che da anni guarda da vicino la costruzione del femminile in letteratura, e i pensieri di Gloria al riguardo sono qui

L'antologia di racconti estivi commissionati da inutile quest'anno vuole omaggiare Mary Shelley e la sua opera più famosa, Frankenstein, in occasione del bicentenario della sua pubblicazione. Francesca spiega il progetto qui


UNA POESIA 
Cecilia Vicuña è una poetessa, performer, artista visuale e attivista cilena nata nel 1948. Tra i temi di indagine della sua opera omnia ci sono la memoria, la (malleabilità) del linguaggio, e l’esilio (che esperisce lei stessa a partire dal colpo di stato di Pinochet). L’attenzione riservata alla diseguaglianza di genere e all’ambiente nel mondo moderno la caratterizzano come una delle prime eco-femministe. La commistione delle diverse esperienze artistiche trova un’affascinante sintesi nella sua produzione, riconoscendole così diversi premi tra i quali "Anonymous Was A Woman Award" (1999). Palabra e Hilo (300 copie in edizione numerata, di cui 26 firmate) è un oggetto poetico, dove la poesia lineare si lega – non a caso – con la materialità del supporto, definendone lo stato di concretismo. Le parole si leggono/legano assieme, il lettore le stringe tra loro attraverso il filo come si stringono i rapporti interpersonali: il senso del mondo si ritrova nel testo quando attivamente tessuto dal lettore. 

UNA CANZONE 
Il gruppo punk rock Against Me! è attivo a partire sin dal 1997 e ha cambiato formazione diverse volte negli anni. Nel 2012 la cantante Laura Jane Grace ha fatto coming out come donna transgender, e nonostante il sostegno della sua ex-moglie come dei membri della band non sono mancate occasioni di misgendering negli ultimi anni. Grace, una femminista d'eccellenza nonostante gli attacchi alla comunità trans da parte del movimento TERF, ha reso accessibile la sua storia attraverso l'album Transgender Dysphoria Blues che vale la pena ascoltare per intero, qui.


UN FILM 
The tale di Jennifer Fox (2018) ha fatto molto parlare di sé allo scorso Sundance. La regista si è fatta le ossa sul documentario e non cambia l'approccio quando si tratta di sbattere su schermo la sua personale esperienza di abuso (aveva tredici anni quando una rete di adulti di cui si fidava l'ha convinta che non ci fosse nulla di male ad avere una relazione con un uomo di trenta) e in particolare il momento in cui l'ha finalmente affrontata, e provato a superarla, da adulta. Il film ha parecchi punti di forza, tra cui il focus stretto sulla persona che sopravvive all'abuso anziché sul "mostro" (come sottolineato in questa recensione) e soprattutto il superamento del ruolo sociale della vittima. La protagonista, splendidamente interpretata da Laura Dern, è ostacolata nella ricostruzione dei ricordi e nel riassorbimento del trauma da una serie di figure che le richiedono di comportarsi come si aspettano debba comportarsi chi esce da un abuso, azzerando la sua volontà, le sue sensazioni e l'idea stessa che la risposta a un evento traumatico possa variare di individuo in individuo. Ecco Jennifer Fox che si racconta a Democracy Now!, e un bel podcast che allo stesso modo sposta il punto di vista e l'attenzione sulla donna e su tutta la donna, non ridotta alla sola esperienza di abuso.


UNA DONNA
Dopo un balletto di dichiarazioni al vetriolo, annullamenti e riavvicinamenti diplomatici, il 12 giugno si è tenuto a Singapore lo storico summit tra Donald Trump e Kim Jong-un. I media europei e statunitensi hanno da subito guardato all'evento con una pericolosa lente orientalista che ha prodotto articoli sull'impossibilità di firmare accordi con chi non rispetta i diritti umani o riflessioni su quello che gli Stati Uniti hanno da perdere nella cessazione delle ostilità tra le due Coree. Questo dramma sembra avere un attore muto: i coreani e le coreane sulla cui pelle si sta di fatto negoziando. A esprimere un messaggio di pace e una sincera preoccupazione per tutta la popolazione coreana è invece da anni Christine Ahn, fondatrice dell'organizzazione Women Cross DMZ. Christine ha radunato nomi di spicco come quello di Gloria Steinem e Naomi Klein e nel maggio del 2015, in occasione del settantesimo anniversario della divisione delle due Coree, ha organizzato con loro e con centinaia di donne coreane una marcia simbolica attraverso la zona demilitarizzata che divide la Corea del Nord dalla Corea del Sud. Grazie a questo potente gesto in favore della fine del conflitto (la guerra di Corea si concluse con un armistizio a Panmunjeom ma la pace non è mai stata firmata), è riuscita a portare all'attenzione dell'opinione pubblica e infine della politica la questione nordcoreana. Ecco perché vale la pena leggere le sue parole sul summit di Singapore.


E con la storia di Christine ti auguriamo buone vacanze o in generale una buona estate. Prenditi cura di te e di chi hai intorno: sono tempi tristi e carichi di paure, c'è bisogno di starsi accanto. E anche noi continuiamo a starti accanto! Torniamo da te proprio il 31 luglio con la quarta Ghinea, e se vuoi contribuire segnalandoci qualcosa che potrebbe sfuggirci non vediamo l'ora di sentirti. Ghinea mica è solo nostra: è soprattutto tua.

Francesca, Gloria e Marzia


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